Cous Cous alle Verdure

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Ormai quasi 10 anni fa mi trovai a lavorare come tirocinante in una comunità dedita all’accoglienza e all’assistenza quotidiana di madri che, per problemi di lingua, di razza, di religine, di soldi o di disadattamento non erano in grado di provvedere alla giovane vita che avevano appena messo al mondo.

Per me è stato come entrare nella Torre di Babele ed ho capito che non importa a quale razza o cultura appartieni perchè alla fine abbiamo tutti gli stessi sentimenti di gioia e di rabbia e gli stessi problemi!

La vita in comunità funzionava con il criterio della “convivenza alla pari”. Ogni coppia mamma/bambino aveva il suo spazio privato (la stanza da letto) che doveva gestire secondo regole di ordine e pulizia (infatti c’era l’ispezione settimanale da parte dell’educatore) e poi vi erano gli spazi comuni quali bagni, salone, sala da pranzo e cucina.

Secondo una tabella di turni ogni mamma doveva, a rotazione settimanlale, occuparsi della pulizia di una porzione di zona comune (l’ingresso, il corridoio, un bagno e via dicendo) e a rotazione giornaliera una mamma si occupava della spesa e della preparazione dei pasti per tutti gli ospiti adulti della comunità (per i pasti dei minori ognuna pensava al suo pargolo).

In quel periodo ho conosciuto una mamma tunisina molto giovane con un figlio di 3 anni. Nel suo giorno da cuoca imparai a cucinare il cous cous!

Ricordo che mi disse:
“In Tunisia per cucinare un buon cous cous ci vogliono almeno 5 ore di lavoro”.

Ovviamente lei tagliò i tempi con accorgimenti astuti, ma capii da me che se non avesse apportato quelle modifiche al rituale il piatto finale sarebbe stato ancora più eccezzionale.

Cominciammo a cucinare intorno alle 16 una volta che lei tornò dall’asilo con il piccolo.

Io la affiancai sostenendola anche nella cura del figlio.

La sua idea era di preparare un cous cous di pollo e verdure quindi iniziò la preparazione lavando e pulendo carote, zucchine, patate, sedano, pomodori e cipolle.
Per prima cosa pelò i pomodori e li fece appassire in una pentola molto capiente fino ad ottenerne una salsa molto liquida. Vi buttò dentro tutte le verdure intere e una manciata abbondante di ceci e coprì (haimè) con del brodo di dado (pensate cosa sarebbe venuto se avesse usato un brodo “vero”).
Prese un pollo intero si assicurò che fosse ben spiumato e privato delle interiora e lo lavò finendo col tuffarlo in pentola.
Aggiunse semi di cumino, di coriandolo,peperoncio, aglio e la spezia più importante: la “menta”.

Mi disse:
“Se non ci metti la menta non puoi chiamarlo cous cous”

Lasciò bollire tutto per circa un’ora rimestando di tanto in tanto e controllando che non si asciusagasse troppo. Poi prese uno scolapasta di platica (in cucina non c’era altro) prese uno strofinaccio che piegò più volte dal lato lungo sino ad ottenerne un cordone e lo bagnò.
Collocò poi lo scolapasta sulla pentola e, onde evitare che questo potesse sciogliersi lo protesse con lo strofinaccio.
Iniziò così la preparazione della semola di cous cous.

Inciso:
prima di andare a prendere il piccolo all’asilo avevo trascorso con lei l’ora dedicata alla spesa e mi aveva spiegato che in Italia è molto difficile trovare il “VERO COUS COUS” quello non precotto a grani grossi. Finimmo quindi in un bugigattolo vecchia maniera, di quelli che vendono legumi e farine tenedoli ancora nei sacchi di iuta e lì trovammo qualcosa che assomigliava a ciò che lei andava cercando.

Mi istuì cosi:
Per prima cosa bisogna versare la semola di cous cous in una grossa terrina e aggiungerci QB di olio e un pò di acqua calda (non deve inzupparsi). Con una forchetta bisogna fare in modo che questi liquidi siano assorbiti da tutta la semola quindi bisogna “sgranare”.
Fatta questa operazione si rovescia la semola nello scolapasta e si copre con un coperchio!

Dico io:
“Cottura al vapore… GENIALE!”

Dopo 20 minuti si travasa dinuovo tutto nella terrina e si ricomincia a sganare aggiungendo se serve ancora un pò di acqua. Questo ciclo di cottura al vapore e sgranatura va ripetuta almeno 4 o 5 volte.
Una volta cotta la semola saranno cotte anche le verdure e il pollo che nel frattempo stavano sobbollendo nel pentolone (non ve li ervate mica dimenticati? vero?)

Si serve il cous cous a fontana con dentro il sugo le vedure tagliate e il pollo a pezzi.
Inutile dirvi che cuocendo la semola di cous cous al vapore sopra la pentola del condimento questa assorbe tutti i gusti di ciò che scegliamo di metterci dentro. SPETTACOLARE!

L’ho rifatto solo 2 volte perchè ci vuole molto tempo e molta dedizione, e mi accorgo che più tempo passa più il ricordo dei dettagli scompare e questo mi dispiace molto.

La ricetta che vi propongo oggi segue la falsa riga di ciò che imparai allora, ma velocizzando molto il tutto con cous cous precotto (facilemnte reperibile al supermercato) e ceci in scatola. La salsa di pomodoro invece è “LA SALSA” quella casalinga fatta con i metodi della nonna.

Cous Cous alle Verdure

Cous Cous alle Verdure

INGREDIENTI (per 4 persone)
450 gr di cous cous
1 cipolla bianca
1 cipolla rossa
400 gr di zucchine
500 gr di patate
2 o 3 carote
200 gr tra ceci e fagioli
1 manciata di piselli
1 costa di sedano
1/2 porro
e per il resto quello che vi piace va più che bene!
Spezie (consiglio il mix della tunisina perchè è ottimo)
Q.B. sale, olio e salsa di pomodoro.

PROCEDIMENTO:
Per il cous cous ho fatto un mix tra le istruzioni sulla scatola e quelle della tunisina. Quindi ho sgranato poi ho messo in pentola con un pò di acqua, poi ho sgranato e rimesso in pentola.
Per il condimento ho tagliato tutte le verdure a cubetti, ho fatto un soffritto con cipolle e il porro prima e il resto delle verdure poi e a seguire la salsa e le spezie e i ceci.

Niente di paragonabile, ma comunque appagante!

CURIOSITA’:
Il mix di spezie indicato dalla tunisina composto da 50 % di semi di coriandolo, 25 % di semi di cumino, 10 % di peperoncino in polvere e 15% di aglio sbucciato ed essiccato si chiama TABEL.
Spesso in tunisia il Cous Cous è piccante e questo gusto caratteristico è dato dall’uso della HARISSA ovvero una pasta di peperoncino e aglio simile in consistenza al concentrato di pomodoro.

Questa ricetta partecipa al contest:
Il sapore dei ricordi

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