Arancini di Riso

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arancini montalbanoPartiamo dalla Letteratura!
Nella letteratura appaiono diversi riferimenti a questo prodotto gastronomico. Il personaggio dei romanzi di Andrea Camilleri, il Commissario Montalbano, nella finzione letteraria è un noto estimatore di questo piatto.

arancino Le origini dell’arancino sono molto discusse in quanto le sue radici popolari lo rendono un prodotto molto conteso.
A Messina, si utilizza il sugo insieme allo Zafferano. A Palermo e Catania invece si usa il solo zafferano per dare un colorito dorato al riso, renderlo molto compatto e nettamente separato dalla farcitura.Proprio per ques’ultimo caso, voci di popolo suppongono che la data di nasciata di questo prodotto si collochi nell’alto-medioevo, ed in particolare nel periodo di dominazione musulmana, quando, nell’isola, arrivò l’usanza di consumare riso e zafferano condito con erbe e carne.

Solo del 1200, e dei cuochi della corte di Federico II, è invece l”invenzione della panatura, ovvero di quando si presentò l’esigenza di trovare un metodo di cottura che permettese un più facile trasporto e conservazione dei cibi.

In sostanza il primo Take Away della storia 😉

La prima documentazione scritta ufficiale e non tramandata quindi a passaparola che parli esplicitamente  dell’ARANCINU è il dizionario siciliano-italiano di Giuseppe Biundi del 1857, il quale testimonia la presenza di una “vivanda dolce di riso fatta a forma della melarancia”.
L’arancino allora nasceva come dolce?
E’ probabile! Considerato anche che uno degli elementi chiave della ricetta salata, ovvero il pomodoro, compare in sicilia intorno al 1850, e per tanto la sua diffusione gastronomica nella cucina siciliana si deve ipotizzare ben successiva a tale data. La pianta di pomodoro per lunga tempo era stata ritenuto solo un elemento decorativo.

La diffusione di questo prodotto nel mondo si deve al fenomeno della emigrazione di siciliani all’estero, che fondarono rosticcerie nei luoghi in cui si stabilirono portando con sé i prodotti regionali.

Dare una paternità cittadina all’arancino è pressochè impossibile, e io sono dell’idea che la Sicialia tutta sia madre e padre di questo fantastico prodotto alimentare, tuttavia mi piace ricordare l’immagine che gli abitatnti di Catania hanno di questa prelibatezza:

la forma a cono rappresenta l’Etna: tagliandone la punta esce dall’arancino il vapore che ricorda il fumo del vulcano, mentre la superficie croccante della panatura e il rosso del contenuto ne rievocano la lava nei suoi due stadi, calda e fredda.

arancini cotti
Come faccio io gli arancini? Spesso ad occhio. Non so darvi quantità esatte e dosi alchemiche perchè nella mia famiglia non si sono mai pesati gli ingredienti (ed infatti ogni volta sono diversi).
Il principio è:
1 – Fate un buon ragù di carne come siete soliti fare avendo l’accortezza di non lasciarlo troppo liquido.
2 – Fate un buon risotto allo zafferano come siete soliti fare avendo l’accortezza di lasciarlo raffreddare molto bene.
3 – Impastate il risotto con un uovo (che farà da legante) e cominciate a comporre l’arancino:
nel palmo di una mano compattate una dose di riso e create una conchetta, riempitela di ragù e coprite con un’altra dose di riso. L’operazione all’inizio sarà difficoltosa ma con la pratica sarete bravissime 🙂
4 – Tenedo l’arancino tra le mani infarinatelo poi passatelo nell’uovo sbattuto ed infine impanatelo.
5 – Friggete in abbondante olio bollente.
arancini frittura

Una risposta »

  1. Wow…io adoro gli arancini e ho un amico di Enna, “Misterchef”, che sul mio blog posta ricette siciliane, ma ancora non ha pubblicato quella dei suoi arancini…devo dirglielo!!! 😉

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